Economia

giugno 12, 2018

Le cinque cose da seguire sul calendario economico questa settimana

Fonte: investing.com  – 12.6.18

Questa settimana, l’attenzione degli investitori sarà rivolta alle conseguenze del vertice del G7 tenutosi in Canada questo fine settimana, durante il quale il Presidente USA Donald Trump ha minacciato di bloccare gli scambi con i paesi che non interverranno sulle barriere alle esportazioni americane.

I riflettori saranno accesi anche sul vertice senza precedenti che si terrà tra Trump ed il leader nordcoreano Kim Jong Un il prossimo martedì a Singapore.

Sarà una settimana parecchio attiva per quanto riguarda i vertici delle banche centrali.

La Fed annuncerà molto probabilmente un aumento dei tassi questo mercoledì; gli investitori attenderanno inoltre le indicazione della banca centrale USA sull’andamento dei tassi per il resto dell’anno.

In Europa gli investitori restano col fiato sospeso, nelle crescenti aspettative che la BCE possa indicare la possibilità di una riduzione del programma di stimolo in corso dopo il vertice di giovedì.

In Asia si attende la decisione della Banca del Giappone, sebbene non si prevedano variazioni alla politica.

Nel Regno Unito si prevede una certa volatilità nella giornata di martedì, in cui il parlamento dovrà votare sugli emendamenti alla legge per l’uscita dall’UE, una fase critica dell’intero processo.

In vista della prossima settimana, ho compilato una lista dei cinque principali eventi che potrebbero influenzare i mercati.

1. Conseguenze del G7

Le dispute internazionali sugli scambi commerciali continuano a tenere gli investitori col fiato sospeso dopo che il Presidente Donald Trump si è rifiutato di sottoscrivere una dichiarazione del G7 che richiede una riduzione dei dazi, accusando invece gli storici alleati di trattare gli Stati Uniti in maniera ingiusta.

Trump ha dichiarato sabato di aver chiesto ai suoi rappresentanti di non sottoscrivere il comunicato del G7 in quanto la sua amministrazione starebbe valutando di imporre dei dazi sulle automobili: questo getta nuove ombre sulla possibilità di un conflitto commerciale mondiale.

Trump ha dichiarato che gli USA “hanno sopportato degli abusi commerciali per decenni e che hanno sopportato abbastanza”.

Era stato comunicato in precedenza che gli USA avessero sottoscritto la dichiarazione, ma in seguito Trump ha smentito il tutto con un tweet dopo la conferenza stampa del Primo ministro canadese Justin Trudeau.

Durante la conferenza stampa Trudeau ha dichiarato che la decisione di imporre i dazi sull’acciaio e sull’alluminio canadese per motivi di sicurezza nazionale è stato un insulto al Canada che nei vari conflitti si è schierato dalla parte degli USA per generazioni.

Gli USA la scorsa settimana hanno imposto un dazio del 25% sull’acciaio ed uno del 10% sull’alluminio importati da UE, Canada e Messico, dopo la scadenza delle esenzioni temporanee.

La decisione ha alimentato i dubbi sulla possibilità che venga trovato un accordo nel breve termine con Canada e Messico per quanto riguarda la revisione del North American Free Trade Agreement.

Trump ha ripetutamente minacciato di ritirarsi dal patto NAFTA se lo stesso non verrà rinegoziato a favore delle aziende e dei lavoratori statunitensi.

Tuttavia, ci si continua soprattutto a chiedere come gli USA potranno risolvere le dispute commerciali con la Cina. I mercati sono in tensione per il pericolo di una guerra commerciale tra le due maggiori potenze mondiali.

2. Summit Trump-Kim

Il Presidente USA Trump ed il leader nordcoreano Kim Jong Un atterreranno oggi a Singapore, è imminente lo storico summit che si terrà tra i due per discutere dell’arsenale nucleare del paese.

Questo vertice senza precedenti giunge dopo settimane di discussioni e dopo addirittura essere stato annullato a causa di alcune dichiarazioni statunitensi ritenute oltraggiose dalla Corea del Nord.

Durante il vertice si discuterà dell’arsenale nucleare nordcoreano e della pace nella penisola coreana.

Molti esperti si dicono scettici sulla possibilità che Kim possa realmente abbandonare i propri programmi nucleari. Credono piuttosto che l’obiettivo sia quello di allentare le sanzioni economiche statunitensi che pesano sull’economia del paese.

Per Trump invece, il buon esito del vertice si tradurrebbe in una maggiore credibilità sulla scena internazionale, in vista delle elezioni del Congresso di novembre.

3. Decisione del tasso della Federal Reserve

Si prevede che la Federal Reserve decida di intervenire sui tassi di interesse per la seconda volta quest’anno, questo mercoledì alle 2:00PM ET (18:00GMT), in conclusione al vertice di due giorni.

Il range passerà tra l’1,75% ed il 2,0%.

Il Presidente della Fed Jerome Powell terrà un’attesissima conferenza stampa 30 minuti dopo la dichiarazione della Fed, che gli investitori seguiranno alla ricerca di indicazioni sul futuro andamento dei tassi.

La conferenza di Powell è molto attesa anche per capire come la Fed valuti i rischi esterni per l’economia provenienti da diversi fronti, uno tra tutti la possibilità di un conflitto commerciale globale.

La banca centrale statunitense rilascerà inoltre le previsioni sulla crescita e sui tassi di interesse, il cosiddetto “dot-plot”.

La possibilità di quattro aumenti totali nel 2018, invece dei tre attualmente previsti dalla Fed, si è fatta di recente più concreta grazie al miglioramento dei dati riguardanti inflazione e crescita economica.

Oltre alla Fed sono attesi i dati USA sull’inflazione, sulle vendite al dettaglio, sui prezzi alla produzione, sulla produzione industriale

ed i sondaggi sul settore manifatturiero a Philadelphia e New York.

4. Vertice di politica della Banca Centrale Europea

In quello che si annuncia come uno dei vertici più attesi degli ultimi tempi, la Banca Centrate Europea (BCE) potrebbe annunciare la fine del programma di acquisti da 2,5 mila miliardi di euro quest’anno.

La Banca Centrale Europea annuncerà la decisione sui tassi di interesse giovedì alle 11:45 GMT (7:45AM ET). Si prevede che la BCE deciderà di lasciare invariati i tassi di interesse.

La decisione sarà seguita 45 minuti dopo dalla conferenza stampa del Presidente Mario Draghi.

I trader si sono buttati sull’euro la scorsa settimana, dopo le dichiarazioni del Capo Economista della BCE Peter Praet, che hanno alimentato le aspettative che la BCE possa fornire indicazioni sulla riduzione del programma di stimolo durante il prossimo vertice.

Inizialmente si pensava che la BCE avrebbe atteso fino a luglio prima di fornire indicazioni in merito. Tuttavia, i policymaker avrebbero lasciato intendere che, risoltasi l’empasse politica italiana, si è pronti a discutere sulla riduzione del programma di acquisti.

L’economia della zona euro è in crescita da oltre cinque anni, l’occupazione è ai massimi record, l’inflazione degli stipendi è in crescita ed il programma di acquisti ha fatto tutto il possibile: la sua conclusione rappresenterebbe la fase successiva più naturale.

Secondo i mercati esiste una possibilità del 90% di un aumento dei tassi a luglio 2019, mentre solo poche settimane fa l’aumento era previsto non prima di ottobre 2019.

5. Annuncio di politica monetaria della BoJ

La Banca del Giappone annuncerà la decisione sulla politica monetaria nella mattinata asiatica di venerdì. Secondo le fonti, la banca centrale del Giappone manterrà i tassi a meno 0,1%.

La decisione sarà seguita dalla conferenza stampa Governatore della banca centrale nipponica Haruhiko Kuroda.

Kuroda ha dichiarato precedentemente che la banca centrale annuncerà ai mercati come uscirà dall’attuale politica super allentata quando le condizioni lo permetteranno.

Di recente diversi fattori hanno fatto pensare che la BoJ stia preparando il terreno ad una eventuale riduzione dello stimolo.

Tuttavia, i prezzi al consumo sono saliti più lentamente di quanto previsto.

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